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Storia
di Dalila la volpe e di Alì il cairino, detto Argentovivo
(17/20)
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In quella giornata Alì giocò sette tiri a Zuraiq, ma non riuscì a impossessarsi della borsa. Quando il giorno volse al tramonto, Alì tornò verso la bottega di Zuraiq e si nascose per spiare quello che il friggitore avrebbe fatto della borsa. Zuraiq spense il fuoco, pulì la padella, scopò la bottega e poi si disse: " Se lascio qui la borsa, quel maledetto farà un buco nel muro e se la porterà via. Sarà meglio che la prenda con me e la nasconda in casa. " Ciò detto tirò giù la borsa, se la ripose in seno e se ne andò a casa. Ora bisogna sapere che questo Zuraiq aveva per moglie una schiava negra liberata dalla generosità del visir Giàafar el-Barmaki, e da questa schiava aveva avuto un figlio che doveva ancora essere circonciso. Quando la negra vide tornare a casa Zuraiq con la borsa, credette che il marito avesse riportato il denaro a casa per la cerimonia della circoncisione e si rallegrò. Ma Zuraiq le disse: " Non è ancora il momento, e non è per questo che ho portato a casa la borsa, ma perché oggi un tale mi ha giocato sette tiri per impossessarsene e io ho temuto che, lasciandola in negozio, costui potesse rubarmela durante la notte. Perciò va' a scavare un buco nel pavimento della cucina, nascondi la borsa e poi torna subito qui perché ho voglia di fare con te la solita cosa. " La donna fece quello che le era stato ordinato e tornò a sdraiarsi accanto a Zuraiq e, poiché era negra e molto avida, gustò più e più volte l'arnese del marito fino a che entrambi caddero spossati e si addormentarono come macigni. Nel frattempo Alì Argentovivo non aveva perduto d'occhio Zuraiq, ma lo aveva pedinato come un'ombra fino a casa e poi, arrampicatosi su un terrazzo vicino, aveva visto tutto quello che era accaduto. Quando fu ben certo che Zuraiq e la negra dormissero i sette sonni, si lasciò scivolare lungo il muro senza far rumore, penetrò nella cucina, tolse la borsa dal buco e se la svignò. Senonché proprio in quel punto Zuraiq ebbe un sogno premonitore e si svegliò di soprassalto gridando alla moglie: " Corri in cucina a vedere se la borsa c'è ancora! " Quella andò in cucina e trovò il buco vuoto. Allora Zuraiq esclamò: " Questa è opera di quel maledetto Cairino! " Ciò detto uscì di corsa e, facendo certe scorciatoie che conosceva lui, arrivò alla dimora di Hasan Shumàn prima di Alì. Con un grimaldello aprì la porta, poi la richiuse e rimase ad aspettare. Di lì a poco eccoti arrivare Alì che bussò, e di dentro Zuraiq, imitando la voce di Hasan Shumàn, gli chiese: " Sei tu, Alì? " " Sì. " " Hai preso la borsa? " " Sì. " " Allora passamela dal finestrino prima di entrare, perché ho fatto con Ahmed ed-Danif una scommessa di cui ti dirò dopo. " Intanto Alì, vedendo che nessuno gli apriva, cominciò a bussare più forte, fino a che Hasan Shuman senti e ordinò di aprire la porta, e quando Alì fu entrato gli chiese: " E allora? Hai portato la borsa? " " Che scherzi sono questi, o Shumàn? " replicò Alì. " Non te l'ho forse passata un minuto fa attraverso lo sportellino? " " Io non so niente di borse e di sportellini! " esclamò Hasan Shumàn. " Ma questo è sicuramente un tiro che ti ha giocato quel cinghiale di Zuraiq! " Come ebbe sentito queste parole, Alì uscì di nuovo e correndo più presto che poteva tornò alla casa di Zuraiq prima che ci arrivasse costui. Salì di nuovo sulla terrazza del vicino e calandosi lungo il muro senza far rumore penetrò nell'abitazione. Quivi giunto, narcotizzò la negra che dormiva, si mise in capo il velo di costei e rimase ad aspettare. Di lì a poco, ecco che fu bussato alla porta. Alì si affacciò a un finestrino e ' imitando la voce della negra, chiese: " Chi è che bussa a quest'ora? " E di sotto Zuraiq rispose: " Sono io, Zuraiq tuo marito. " " Con questo buio, " rispose Alì, " non si vede nulla e io non apro la porta se non sono sicura che lì fuori c'è Zuraiq mio marito. " " Cala il paniere, " fece Zuraiq, " e io ci metterò dentro la borsa che ho ripreso ad Alì, così mi riconoscerai. " Allora Alì calò il paniere e lo tirò su con la borsa del denaro, che si nascose in seno, e, dopo aver preso in braccio il figlioletto di Zuraiq che dormiva, uscì per la stessa strada da cui era venuto e arrivò sano e salvo da Hasan Shumàn che si complimentò con lui. Intanto, Zuraiq era rimasto ad aspettare per la strada e, vedendo che la donna non scendeva ad aprire, ricominciò a bussare con forza, fino a che la negra si svegliò e si affacciò alla finestra gridando: " Chi è che bussa in questo modo? "" Femmina maledetta, " gridò infuriato Zuraiq, " vuoi aprirmi la porta, sì o no? " La negra, riconoscendo la voce del marito, corse alla porta e lo fece entrare, e quando lo vide gli chiese: " Hai portato la borsa? " " Che domande fai, o donna? " esclamò Zuraiq. " Non l'hai forse tirata su con il paniere? " " Io non so nulla nè di borse nè di panieri! " rispose la negra. Allora Zuralq cominciò a cercare per tutta la casa e constatò che non solo era sparita la borsa, ma era sparito anche il figlio. Zuraiq si battè allora più volte il petto, invocò il nome di Allàh, quindi prese il fazzoletto della pace e si recò di corsa da Hasan Shumàn il quale gli disse: " Sei venuto per la tua borsa, o Zuraiq? " " Della borsa non mi importa; e comunque questo Ali è riuscito a prendermela e perciò la borsa è sua. No, sono venuto per riavere mio figlio. " " Riavrai, " gli fece Hasan Shumàìì, " la borsa e il figlio se acconsentirai a far sposare tua nipote Zainab con il mio amico Alì Argentovivo il Cairino. "" Prima rivoglio il figlio e la borsa, " fece Zuraiq. Hasan Shumàn ordinò che gli fossero restituiti borsa e figlio, quindi gli chiese di nuovo: " E allora, acconsenti? " " Per quello che mi riguarda, " rispose Zuraiq, " non faccio alcuna difficoltà, anzi sono contento della cosa. C'è però una condizione. " " E qual è questa condizione? " chiese Ali. ... continua ...
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