Storia di Dalila la volpe e di Alì il cairino, detto Argentovivo
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pilastri ... Se tu riuscissi a tirar fuori di casa costei e a spogliarla dei suoi abiti e delle sue gioie, avresti fatto una cosa ammirevole. "

Allora s'inoltrò nel vicolo cominciando ad invocare ad alta voce il nome di Allàh, sicché tutte le donne del vicinato si affacciarono per chiedere la benedizione di quella santa vecchia. Anche la moglie dell'emiro si commosse vedendo quella venerabile asceta e pensò di implorarne la benedizione sulle sue faccende. Chiamò una ancella e le disse: " Scendi subito dallo sceicco Abu Alì, il portinaio, baciagli la mano e digli che la sua padrona, la signora Khatùn, gli chiese di lasciare entrare questa santa vecchia affinché possa benedire la nostra casa. " L'ancella scese, fece la commissione come le era stato ordinato e lo sceicco Abu Alì si avvicinò alla vecchia e volle baciarle la mano, ma questa glielo impedì dicendo: " Allontanati, acciocché il contatto delle tue labbra non renda vana la mia abluzione! Che Iddio ti liberi da questo stato di servitù, o sceicco Abu Alì, perché tu sei nelle buone grazie di Allàh e dei suoi santi! " Questa benedizione fece molto piacere al portinaio, il quale avanzava,tre mesi di stipendio e non sapeva come fare per richiederli all'irascibile emiro Hasan. Così disse a Dalila: " Lascia almeno, o santa vecchia, che io beva un goccio d'acqua dal tuo orcio, acciocchè la benedizione scenda anche su di me. " Dalila agitò l'orcio facendone saltar via il tappo di fibra, ed ecco che i tre dinàr che aveva infilato nell'imboccatura caddero per terra. A quella vista lo sceicco Abu Alì disse fra sè: " Questa vecchia deve essere proprio di coloro che hanno il potere di fare il bene. L'Altissimo deve averle rivelato che io avevo bisogno di denaro, ed ecco che costei ha fatto piovere dal cielo questi tre dinàr. "

Raccolse le tre monete da terra e le porse alla vecchia dicendo: " Ecco, zia, prendi questi tre dinàr che ti sono caduti dalla brocca. " Ma Dalila la Volpe rispose! " Non sia mai detto! lo non mi curo delle cose di questo basso mondo! Prendili e goditeli tu in acconto di ciò che ti deve il tuo padrone! " Allora lo sceicco Abu Alì levò le braccia al cielo ed esclamò: " Sia lode ad Allàh per il suo aiuto! Ecco un fatto che ha del miracoloso! " Dopo di che il portinaio fece entrare in casa la vecchia affidandola all'ancella. che l'accompagnò nelle stanze della sua padrona. Quando Dalila fu dinanzi alla signora Khatùn, vide che abiti e gioie erano ancora più preziosi di quel che le fosse parso osservandoli da lontano. " Figlia mia, " disse la vecchia, " è stata l'ispirazione divina a mandarmi da te! " Allora Khatùn le fece offrire da mangiare, ma Dalila rispose: " lo non mangio i cibi di questa terra e solo cinque volte all'anno rompo il mio digiuno. Ma poiché, figlia mia, ti vedo afflitta, voglio che tu mi racconti la causa della tua tristezza! " Allora la signora Khatùn, che aveva quel gran peso sul cuore, se ne liberò raccontando ciò che era accaduto fra lei e il marito. Quando ella ebbe finito di raccontare, Dalila si alzò e disse: " Figlia mia, bisogna che io ti conduca dallo sceicco Abu 'I-Hamalàt, il moltiplicatore delle gravidanze. Tu confida lì senza timore le tue pene e fagli un voto. Vedrai che quando tuo marito tornerà dal viaggio si congiungerà con te e tu rimarrai incinta di un bambino o di una bambina. Dovrai però fare voto di consacrare il nascituro, come derviscio, al servizio dello sceicco Abu 'I-Hamalàt! "

Con il cuore pieno di gioia e di speranza, la signora Khatùn indossò allora un abito ancora più lussuoso di quello che aveva, si mise tutte le gioie più belle, poi disse a una serva: " Custodisci la casa mentre io sono assente! " Ciò detto, prese la mano della vecchia Dalila e uscì. Sulla porta incontrarono lo sceicco Abú Alì, il portinaio, il quale chiese: " Dove vai, signora? " " Vado a visitare lo sceicco Abu 'I-Hamalàt, moltiplicatore delle gravidanze, " rispose la signora Khatùn. " Questa santa vecchia, " esclamò il portinaio, " è una vera benedizione di Allàh! Essa può molto in fatto di miracoli e guarigioni; che il frutto dei suoi lunghi digiuni possa spandersi sul tuo capo, o signora! "

Così la giovane e la vecchia uscirono, ma, strada facendo, Dalila la Volpe pensava: " Come faccio a spogliarla delle gioie e dei vestiti,. con tutto questo viavai di gente? " Poi, d'un tratto le venne un'idea e disse alla giovane: " Figlia mia, seguimi a una certa distanza ma senza perdermi di vista, perchè io sono una donna molto conosciuta e chiunque ha un peso sul cuore o un voto da fare mi ferma per la strada e si affida a me. Perciò è meglio che tu mi segua a qualche passo di distanza. " Continuarono così a camminare mentre per la strada risuonava il tintinnio degli anelli d'oro alle caviglie della giovane, al quale rispondeva armoniosamente quello delle monetine appese alle trecce false.' Camminando camminando arrivarono nel suk e si trovarono a passare davanti alla bottega di un giovane mercante che si chiamava Sidi Mosen ed era ancora quasi un ragazzo,tanto che la barba cominciava appena a spuntargli sulle guance.

Sidi Mosen, vedendo venire avanti la giovinetta, annunciata dal tintinnio dei suoi monili, cominciò a lanciarle delle occhiate piene di desiderio, sì che Dalila la Volpe non tardò ad accorgersene. Allora tornò indietro si avviò alla signora Khatùn e le disse: " Figlia mia, siediti un momento a riposare accanto a questa bottega mentre io vado a parlare d'una certa faccenda con quel giovane mercante. " Così la signora Yhatùn si sedette davanti alla bottega del bel giovanotto, il quale ebbe tutto l'agio di contemplarla e quando ella gli lanciò un'occhiata mancò poco che diventasse pazzo. Quando lo vide cotto a puntino, la vecchia Dalila gli si avvicinò e gli disse: " Non sei tu Sidi Mosen il mercante? " " Certo! Chi ti ha detto il mio nome? " " Della brava gente che mi ha indirizzato da te. Sappi, figlio mio, che quella ragazza che vedi seduta là di fronte è mia figlia. Suo padre era un ricco mercante che è morto lasciandola in possesso di ricchezze considerevoli. Oggi ella esce di casa per la prima volta. Mi sono decisa a questo perché ho constatato da segni incontrovertibili che ella è diventata pubere e perciò desidero subito offrirla in matrimonio. Una ispirazione divina mi ha condotto da te ed ecco che, se tu la vuoi, io te la dò in moglie. ... continua ...

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