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... <Sii il benvenuto a Bagdad! > esclamò lui, e mi diede cinque, dinàr d'oro. Poi si volse ai suoi uomini e disse loro: < Per l'amore di Allàh, raccomando questo mio compatriota alla vostra generosità > Così ciascuno dei suoi uomini mi diede un dinàr, poi il capitano mi disse: <Ogni volta che ci darai da bere riceverai altrettanto. > Così mi misi a frequentare quella gente e la mia cassettina di rame cominciò a riempirsi di soldi, fino a che un bel giorno contai quel che avevo guadagnato e mi accorsi di avere mille dinàr. Allora mi recai alla caserma del capitano Ahmed, gli baciai le mani ed egli mi chiese: < Che cosa vuoi?> <Vorrei tornare al mio paese, perché, come dice il poeta:
<' Il soggiorno di uno straniero in terra straniera è simile a una casa costruita nell'aria.
<Il vento soffia e la casa crolla. Sarebbe stato meglio allora non costruire nulla! '
<C'è una carovana che parte domani per il Cairo ed io vorrei unirmi ad essa. > Allora il capitano Ahmed mi regalò una mula e cento dinàr e mi disse: < Vorrei, o sceicco, affidarti un incarico di fiducia. Conosci molta gente al Cairo>? > < Conosco tutte le persone generose che vi abitano. > < Bene, prendi questa lettera e consegnala nelle mani del mio vecchio amico Ali Argentovivo e digli da parte mia: 'Il tuo capo ti manda saluti e auguri! Ora è con il califfo Harùn ar-Rashìd! ' Così io presi la lettera, baciai la mano del capitano Ahmed e lasciai Bagdad per il Cairo, dove sono arrivato da pochi giorni. La prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a trovare i miei creditori e di soddisfarli con il denaro guadagnato grazie alla generosità di Ahmed ed-Danif. Poi ho preso il mio otre e le mie tazze e ho ricominciato ad andare in giro a vendere acqua e nello stesso tempo a cercare questo Ali Argentovivo. Ma per quanto abbia fatto, finora non sono riuscito a trovarlo! Questo, signore mio, è l'incontro che io ho avuto con il più generoso dei miei clienti! " Allora Ali si alzò in piedi e disse: " 0 sceicco, tranquillizzati! L'uomo senza dubbio più generoso di me, il solo più generoso di me che tu hai incontrato a Bagdad, è il mio capo! Infatti, io sono proprio quell'Alì Argentovivo che tu cerchi! Perciò rallegrati, dammi la lettera e mettiti il cuore in pace! ". Allora l'acquaiolo gli consegnò la lettera nella quale Ali lesse quanto segue:
" Dal capitano Ahmed saluti al più famoso e al primo dei suoi ragazzi, Ali Argentovivo! " Ti scrivo, ornamento del nostro tempo, per farti sapere che attualmente sono a capo di quaranta guardie, insieme con il mio luogotenente Alì Schiena di Cammello, e tutti, come me e come te, sono ex mariuoli, autori di imprese famose. Il califfo Harùn ar-Rashìd, nostro signore, mi ha nominato capo della polizia della parte destra della città e mi ha fissato mille dinàr al mese di stipendio; in più ho delle entrate straordinarie e tutti i regali di quelli che vogliono ottenere qualche favore.
Se dunque, carissimo, vuoi mettere a frutto il tuo talento e avviarti sulla strada della ricchezza e degli onori, non devi fare altro che venire a Bagdad. Se compirai qui qualche impresa degna di essere rammentata, ti prometto di farti ottenere i favori del califfo. Ti aspetto dunque, ragazzo mio, e che la pace di Allàh e le sue benedizioni siano su di te! "
Quando Alì ebbe letto il messaggio, lo baciò e se lo pose sul capo in segno di rispetto, quindi diede all'acquaiolo una generosa mancia. Recatosi poi nel luogo dove era raccolta la sua banda, annunciò l'intenzione di andare a Bagdad concludendo: " Ragazzi miei, vi raccomando gli uni agli altri! " Allora il suo luogotenente gli disse: " Ma come, signore, te ne vai proprio adesso che le casse sono vuote? E noi come faremo senza di te? " " Il mio destino è a Bagdad! " rispose Alì. " Ma non temete nulla, perchè appena arrivato vi manderò qualcosa per sovvenire ai vostri bisogni. " Ciò detto, prese tutte le sue cose e partì. Appena fuori del Cairo vide una carovana diretta a Damasco e chiese al capo carovana di prenderlo con sé. Questo capo della carovana era un siriano, e poichè Alì era un bel giovane ancora imberbe e di splendide fattezze, il siriano fu lieto di accoglierlo ripromettendosi, una notte o l'altra, di trarre qualche piacere da quel bel giovane. La cosa tuttavia non gli riuscì, ma egli non ebbe a pentirsi di aver preso con sé Alì perché questi durante il viaggio riuscì a liberare la carovana da un ferocissimo leone e da un predone beduino. Anzi, quando arrivarono a Damasco, il siriano regalò ad Alì, pur rammaricandosi di non averlo goduto, una borsa contenente mille dinàr d'oro. Alì affidò la borsa a un mercante che tornava al Cairo raccomandandogli di consegnarla ai ragazzi della sua banda, dopo di che riprese la strada e arrivò felicemente a Bagdad.
Quando fu entrato in città, cominciò a domandare dove fosse la dimora del capitano Ahmed ed-Danif, ma nessuno seppe o volle indicargliela, tanto era il timore che quel nome ispirava. Giunse così su una piazza chiamata an-Nafd, dove vide dei ragazzi che giocavano. Allora pensò: " 0 Alì, le notizie delle persone si chiedono ai loro figli! " E, scorto un venditore di dolciumi, comprò un grosso torrone di sesamo e zucchero e chiamò i ragazzi. Uno di questi, che si chiamava Ahmed il Bastardo ed era nipote di Dalila la Volpe, scacciò i compagni e si fece avanti chiedendo ad Alì: " Che cosa vuoi? " " Chi di voi vuole un pezzo di torrone? " chiese Alì. " Dallo a me! " fece Ahmed il Bastardo. Alì gli diede il torrone e il ragazzo vide che sotto c'era attaccata una*, moneta da un dInàr. Allora si mise a gridare: " Vattene! Vattene! Io non faccio porcherie con gli uomini! Chiedilo a chi vuoi! " Alì scoppiò a ridere e gli disse: "Figlio mio, da te voglio solo una informazione. Puoi indicarmi dove si trovi la dimora del capitano Ahmed ed-Danif? " " Se è solo questo che vuoi, " rispose Ahmed il Bastardo, " vienimi dietro e quando vedrai che tirerò un sasso contro una porta vuol dire che quella è la dimora di Ahmed ed-Danif. " Ciò detto il ragazzo si mise a correre e Alì gli corse dietro, fino a che quello lanciò un sasso contro una porta e Alì conobbe che quella era la dimora di Ahmed ed-Danif. Ammirato per la prudenza e la scaltrezza del ragazzo, Alì gli disse: " Se Allàh vuole che un giorno io diventi capitano delle guardie, sceglierò te per primo! " Poi si voltò e bussò alla porta.
... continua ...
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Storia di Dalila la volpe e di Alì il cairino, detto Argentovivo
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