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... dicendogli: " È: stata un imprudenza accettare, Alà ed-Din. Avresti dovuto chiedere il mio parere; avresti dovuto chiedere il parere di un vecchio come me, carico di esperienza, di cui il poeta ha detto:
Quindi Alà ed-Din si recò dallo sceicco Kamal e gli disse: " Leviamo subito le tende e dirigiamoci verso Baghdad. Non voglio più viaggiare in compagnia di quel Mahmùd al-Balkhi che è un uomo corrotto. " Così levarono le tende, camminarono per tutto il giorno e al tramonto del sole si trovarono ad alcune miglia da Baghdad. Allora lo sceicco Kamal disse: " Sarà meglio affrettarci e raggiungere Baghdad prima che chiudano le porte. " " E perché mai? " chiese Alà ed-Din. " Perché, " rispose lo sceicco Kamal, " questo luogo è infestato di beduini che assaltano le carovane, e non sarebbe prudente passarci la nottata. " " Sono io che comando, " rispose Alà ed-Din, " e ti dico che non entrerò a Baghdad di sera, ma vi entrerò solo di mattina, così che tutti gli abitanti della città possano vedere me e le mie mercanzie. " Così scaricarono le bestie e si accamparono in quel luogo. A mezzanotte Alà ed-Din, uscito dalla tenda per fare un bisogno, vide qualcosa che luccicava nell'oscurità. Chiamò lo sceicco Kamal e gli disse: " 0 capo della carovana,cos'è che luccica? " Quello aguzzò la vista e capì che si trattava di lance e spade. Ed ecco infatti che di lì a poco piombò su di loro una masnada di beduini, capeggiati dallo sceicco Aglàn Abu Naib, e i beduini, avvicinatisi al campo e visti i carichi di mercanzie, gridarono: " Questa sarà una notte di bottino! " Udendo ciò, Kamal ed-Din si fece incontro ai predoni gridando loro: " Via di qui, cani di beduini! " Allora lo sceicco Abu Naib lo colpì con una lancia in mezzo al petto, e la punta dell'arma uscì dalle spalle, e lo sceicco Kamal cadde morto davanti alla tenda. Poi i beduini piombarono sugli altri e li trafissero allo stesso modo, mentre Alà ed-Din rimaneva impalato dal terrore a guardare. Alla fine i beduini, che non si erano accorti di Alà ed-Din, caricarono le balle di mercanzia sulle bestie e si allontanarono. Ma a un certo punto il loro capo, lo sceicco Abu Naib, chiese ai suoi uomini: " 0 arabi, questa carovana veniva dall'Egitto o usciva da Baghdad? " Quelli gli risposero: " Veniva dall'Egitto ed era diretta a Baghdad. " " Tornate all'accampamento e cercate bene, " disse il capo dei predoni, " perché credo che il proprietario di tutta questa mercanzia non sia ancora morto. " Frattanto, Alà ed-Din, temendo che i ricchi abiti che aveva addosso potessero tradirlo, li aveva gettati via rimanendo in camicia e mutande. Poi si era sporcate le vesti con il sangue dei morti e si era nascosto fra i cadaveri. Ma ecco che i beduini tornarono e cominciarono a frugare fra i morti e a trafiggerli con le lance e a colpirli con le spade. Giunti vicino al punto dove si trovava disteso Alà ed-Din, uno di essi gridò: " Tu fai il morto, ma ora io ti ammazzerò sul serio! " Allora Alà ed-Din esclamò: " Non v'è forza né potenza se non in nome di Allah! " E la lancia del beduino fu deviata e colpì nuovamente il cadavere dello sceicco Kamal ed-Din. E appena i predoni si furono allontanati Alà ed-Din si alzò in piedi e si mise a correre. Ma il capo dei beduini, Abu Na'ib, lo vide e disse: " Arabi, ho visto qualcosa che si muove laggiù! " Uno dei beduini si alzò sulla sella e vide Alà ed-Din che correva. Allora spronò il cavallo e lo inseguì Correndo a perdifiato, Alà ed-Din arrivò a una fontana, vicino alla quale c'era una cisterna, si arrampicò sulla cisterna e si nascose in una nicchia. Ed ecco sopraggiungere il beduino a cavallo il quale cominciò a guardarsi in giro e a tastare le pareti della cisterna per vedere dove poteva essersi nascosto il fuggitivo. Alà ed-Din si raccomandò ancora una volta ad Allah, ed ecco che uno scorpione punse la mano del beduino, il quale cominciò a urlare di dolore e, raggiunti i compagni, si allontanò con questi. Alla fine Alà ed-Din, stanco e sfinito, si addormentò nella nicchia della cisterna. Nel frattempo Mahmùd al-Balkhi aveva ricaricato le sue cose e si era rimesso in cammino. Giunse così alla fontana e alla cisterna dove era nascosto Alà ed-Din. La sua mula assetata si chinò sulla vasca per bere, ma vide riflessa nell'acqua l'immagine di Alà ed-Din e si adombrò. Mahmùd alzò gli occhi e scorse il giovane che, mezzo nudo, se ne stava nascosto nella nicchia. Gli chiese come mai fosse ridotto in quello stato e, dopo aver saputo quel che era successo, gli disse: " Figlio mio, tutto quello che possiedo è tuo. Scendi di là e non temere alcun male. " Alà ed-Din scese dalla cisterna, salì in groppa alla mula di Mahmùd- e insieme arrivarono a Baghdad alla casa del mercante. Quivi giunti, Mahmùd fece preparare un bagno per Alà ed-Din, profumi e ricche vesti.
Quindi si misero a tavola e mangiarono e bevvero a sazietà; infine Mahmùd al-Balkhi, il cui cuore era stato vieppiù infiammato dalla vista delle nudità di Alà ed-Din quando se ne stava discinto nella nicchia sopra la cisterna, si gettò sul giovane cercando di abbracciarlo e di baciarlo e promettendogli vesti, muli e mercanzie. Ma Alà ed-Din gli sfuggì dicendo: " Insisti ancora con questa faccenda? Non ti. ho detto forse che una simile ... continua ...
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