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... Ciò detto il califfo tornò al Palazzo e ordinò agli eunuchi che Qut al-Qulùb venisse portata a casa di Alà ed-Din con tutte le sue robe e con quaranta ancelle. " Ascoltiamo e ubbidiamo, " risposero gli eunuchi. E ciò fu fatto.
Quando Qut al-Qulùb fu giunta a casa di Alà ed-Din, gli eunuchi si presentarono a lui e gli dissero: " Signore, noi siamo al servizio di Qut al-Qulùb, la quale ti saluta e ti informa che il califfo l'ha donata a te e pertanto altro non desidera che una tua visita. " E Alà ed-Din rispose: " Ditele che è la benvenuta in questa casa, ma che per tutto il tempo che rimarrà presso di me io non entrerò nel suo ap- partamento, perché quello che è stato del padrone non può essere del servo. "
Ora avvenne che un giorno Alà ed-Din non si presentò al consiglio, e il califfo disse al visir Giàafar: " Ho regalato ad Alà ed-Din Qut al-Qulùb perché lo rallegrasse e gli facesse dimenticare la morte della moglie. Ma vedo che oggi non si è presentato al consiglio. Voglio recarmi da lui per scoprire la cagione di questa assenza. " Ciò detto il califfo si recò a casa di Alà ed-Din e subito vide sul suo volto l'ala della malinconia. " Come mai questa malinconia? " gli chiese. " Non sei forse entrato da Qut al-Qulùb? " Al che Alà ed-Din rispose:' " 0 Emiro dei credenti, quel che va bene per il padrone non va bene per il servo. Io non sono mai entrato da lei e non so quanto sia lunga e quanto sia larga. Ti prego perciò di toglierla dalla mia casa! " Tornato a Palazzo, il califfo disse al visir Giàafar: " Recati al mercato delle schiave e comprane una da diecimila dinar per Alb ed-Din. " Così l'indomani il visir prese Alà ed-Din e insieme con lui si recò al mercato delle schiave. Ma si diede il caso che in quello stesso giorno il governatore della città, l'emiro Khalid, fosse andato anch'egli al mercato con l'intenzione di comprare una schiava per suo figlio. La ragione di ciò era che sua moglie, di nome Khatùn, gli aveva generato un figlio, chiamato Assalonne Bazaza, il quale la notte precedente aveva avuto la sua prima polluzione. La madre era subito andata a trovare il marito e gli aveva detto: " Nostro figlio, che ha vent'anni, ha finalmente raggiunto la pubertà. Bisogna trovargli moglie. " " Come vuoi, o donna, " le aveva risposto l'emiro Khalid, " che possiamo trovare una moglie per questo ragazzo, il quale è imbelle, sudicio, disgustoso e ripugnante? " Decisero così di comprargli al mercato una schiava che lo soddisfacesse. Ecco dunque come mai,per il volere di Allah l'altissimo, in quello stesso giorno si recassero al mercato delle schiave il visir Giàafar con Alà ed-Din e l'emiro Khalid con suo figlio Assalonne Bazaza. Ed ecco che, mentre erano al mercato, passò una schiava alta e snella, bella come la luna del ramadàn, tenuta per mano da un venditore. Assalonne Bazaza la guardò, sospirò e disse al padre: " Padre mio, comprami quella schiava. " Allora il governatore domandò alla schiava il suo nome e quella gli rispose: " Mi chiamo Yasmin. " " Ebbene, figlio mio, " disse il governatore, " se la schiava ti piace fa' un'offerta. " " Qual è il suo prezzo? " chiese il giovane al mercante. E saputo che il prezzo base era mille dinar offrì mille dinar e uno. Intanto, anche il visir Giàafar aveva mostrato quella schiava ad Alà ed-Din e gli aveva chiesto se gli conveniva e avutane risposta affermativa cominciò anch'egli a concorrere all'asta. E allorchè Assalonne Bazaza offri mille dinar e uno, Giàafar offrì duemila dinar. Ed ogni volta che Assalonne Bazaza aumentava di un dinar, Giàafar aumentava di mille dinar. Alla fine, quando arrivarono a diecimila dinar, Assalonne Bazaza dovette ritirarsi dall'asta e la schiava Yasmìn venne assegnata ad Alà ed-Din. Allora Alà ed-Din prese la schiava e davanti a tutti la liberò pronunciando la formula in nome di Allah Altissimo. Quindi fece stendere un contratto di nozze e se la portò a casa. Quando Assalonne Bazaza vide che Alà ed-Din aveva comperato la schiava Yasmìn, si diede a gemere e a sospirare, brutto e laido com'era, quindi tornò a casa, dove si gettò su un letto rifiutando il cibo e le bevande e cacciando mille sospiri d'amore. Passarono i giorni e le condizioni di Assalonne Bazaza non migliorarono, anzi, andarono peggiorando e si temette ch'egli stesse perdendo la ragione. Sua madre, meschina, girava per casa avvolta nel manto dell'afflizione. Un giorno che se ne stava nelle sue stanze a lamentarsi sulla sorte del figlio, ecco che si presentò a lei una vecchia, madre di un certo Ahmed Qamaqim.
Questo Ahmed Qamaqìm era noto in tutta Baghdad per essere un ladro fra i più abili che fossero mai esistiti. Era tanta la sua destrezza, che sapeva scassinare porte e forare muri in men che non si dica e sarebbe stato capace di portar via il kuhl dagli occhi di una donna senza che questa se ne accorgesse. Ma un giorno era accaduto, per volontà di Allah Onnipotente, che questo ladro famoso venisse colto sul fatto, ... continua ...
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