|
... me.> Io allora le risposi: Ella mi disse allora che era scritto nelle tavole geomantiche che tu saresti dovuto venire in questo luogo; perciò abbiamo atteso pazientemente la tua venuta. "
Allora si fece avanti Husn Maryam e rivolta ad Alà ed-Din gli disse: " Signor Alà ed-Din, vuoi tu prendermi per moglie? vuoi tu essere mio marito? " " Signora, " rispose Alà ed-Din, " non avrei nulla in contrario, ma è un fatto che io sono musulmano e tu sei cristiana. Come potrei sposare una miscredente? " " Allah mi guardi dall'essere una miscredente! Sappi che all'età di quattordici anni, dopo aver appreso le arti magiche da mia nonna, che mi lasciò in eredità la pietra che tu vendesti al finto mercante, cominciai a leggere i quattro libri: il Pentateuco, il Vangelo, i Salmi e il Corano. Quando vidi il nome di Muhammad, che Allah lo benedica e lo salvi, credetti nella sua parola e mi feci musulmana e da allora non ho mai più rinnegato la fede islamica. " " Se così stanno le cose, " rispose Alà ed-Din, " non vedo alcuna difficoltà a questo matrimonio. " " Si adempia dunque, " esclamò la signora Husn Maryam, " ciò che è scritto nelle tavole geomanticlie: prendimi per moglie e sii mio marito! " Detto fatto si sposarono, quindi Alà ed.-Din disse alla moglie: " Husn Maryam, hai forse anche il potere di riportarmi dove fui preso? Sento una grande nostalgia del mio paese. " " Dove vuoi andare, Alà ed-Din? Al Cairo o ad Alessandria? " chiese la signora Husn Maryam. " Ad Alessandria, per la mia vita! " disse Alà ed-Din. " Venite con me, " disse Husn Maryam, " sediamoci su questo banco. " E li prese per mano e li fece sedere su un banco della chiesa; quindi tirò fuori la pietra magica e, volgendone una faccia verso l'alto, esclamò: " Pietra, o pietra magica, sollevaci in aria e portaci ad Alessandria! " E appena ebbe pronunciate queste parole il banco cominciò ad ondeggiare, poi si levò in aria e, filando dolcemente e senza scosse attraverso il cielo, li depose ad Alessandria nel tempo che impiegherebbe un uomo a fare un goccio d'acqua. Come furono giunti ad Alessandria, Alà ed-Din si recò nella via dove-aveva la sua bottega, ed ecco che vide venirgli incontro un uomo vestito con il costume di Baghdad. Subito Alà ed-Din lo riconobbe e gli si buttò incontro baciandogli le mani: " 0 Ahmed ed-Danif, padre mio - che tu sia il benvenuto! Che notizie mi rechi? " Allora Ahmed ed-Danif gli raccontò tutto ciò che era successo nel frattempo; che era stato scoperto l'autore del complotto ai suoi danni, che egli aveva un figlio ventenne che si chiamava Aslàn, che sua moglie Yasmìn e il figlio Aslàn erano stati reintegrati dal califfo in tutti i loro beni e che il califfo Harùn ar-Rashìd desiderava vederlo per colmarlo nuovamente di benefici e d'onori. Alla fine, Ahmed ed-Danif gli disse anche che Yasmin era morta, amata e rispettata da tutti. Alà ed-Din ringraziò Allah per tutto quanto era accaduto ed invocò le benedizioni dell'Altissimo sulla fida moglie Yasmìn. Poi entrarono tutti nella bottega per riposarsi. E Alà ed-Din disse: " Vorrei andare al Cairo a salutare i miei genitori! " " Nulla di più facile, " disse Husn Maryam. Così montarono tutti sul banco di chiesa, Husn Maryam tirò fuori la pietra magica, e in men che non si dica giunsero al Cairo, città felice e opulenta, nel quartiere e nella strada dove avevano dimora i genitori di Alà ed-Din. Alà ed-Din bussò nel suo vecchio modo alla porta di casa e dopo un po' sentì di dentro la voce della madre che diceva: " Chi è che bussa in questo modo, se il nostro diletto è morto? " E Alà ed-Din rispose: " Sono Alà ed-Din, vostro figlio! " Allora la vecchia madre chiamò il marito e Shams ed-Din apri la porta e tutti si abbracciarono piangendo di felicità. Poi Alà ed-Din disse: " Padre mio, desidero andare a Baghdad! " Shams ed-Din rispose: " Non ne hai avuto abbastanza di viaggi e peripezie? Perché non resti con noi? " " Non posso stare separato da mio figlio Aslàn, " rispose Alà ed-Din, " piuttosto venite anche voi a Baghdad. " Così partirono tutti per Baghdad, e quando furono arrivati a destinazione Alimed ed-Danif entrò nella sala delle udienze e, baciata la terra davanti al califfo, gli annunciò l'arrivo di Alà ed-Din raccontandogli tutta la storia. Allora il califfo, al colmo della gioia, si alzò in piedi e andò incontro ad Alà ed-Din, poi fece chiamare Aslàn e padre e figlio si abbracciarono piangendo. Quando abbracci e pianti ebbero fine, il califfo ordinò alle guardie che venisse trascinato in sua presenza Ahmed Qamaqìm, che era stato la causa di tutto quanto era successo. E quando questi comparve disse: " 0 Alà ed-Din, ecco colui che aveva tramato la tua rovina, ecco il tuo nemico! " Alà ed-Din prese allora una spada e.con un colpo solo troncò la testa di Ahmed Qamaqìm. Poi il califfo fece venire il cadì per stendere un regolare contratto di nozze fra Husn Maryam e Alà ed-Din. Diede infine uno splendido banchetto in onore di Alà ed-Din, che volle reintegrato in tutte le sue cariche e al quale fece donare preziosissime vesti. Quella stessa notte Alà edDin entrò da Husn Maryam e giacque con lei e constatò che era come una perla non forata. Vissero così lunghi anni, nella felicità e nel benessere, finché non giunse Colei che distrugge le gioie e separa gli amici. Sia lode all'Eterno che regge i fili delle cose segrete! ... fine.
|
|