Storia di Ala ed-Din figlio di Shams ed-Din
(8/18)

Home | Arte e Cultura | Immigrazione | Islam | Notizie | Cucina | Aziende | Giustizia | Suggerimenti | Note Legali | E - Mail


 
 

pilastri... contratto di nozze e dei diecimila dinar. Allora il derviscio che aveva parlato per ultimo disse: " Figlio mio, non ti affliggere. Sappi che io sono il capo di una comunità di quaranta dervisci. Grazie ad Allah, noi ce la passiamo abbastanza bene. Così raccoglierà per te fra i miei fratelli diecimila dinar e te li farò avere entro dieci giorni. Ma adesso ti prego, va' a dire alla tua sposa che suoni e canti dietro la tenda per rallegrarci lo spirito; infatti la musica è per alcuni un alimento, per altri un farmaco, per altri ancora è un refrigerio simile a un ventaglio; per noi è tutte e tre le cose insieme. "
Ora bisogna sapere che quei quattro dervisci altri non erano che il califfo Harùn ar-Rashìd, il suo visir Giàafar el-Barmaki, il poeta Abu Nuwàs al-Hasan ibn Hani e Masrùr il carnefice, i quali si erano trovati a passare di notte accanto a quella casa perché il califfo, sentendosi irrequieto e non riuscendo a dormire, aveva detto al visir Giàafar: " Poiché il sonno non viene a trovarci, desideriamo uscire e andare in giro per la città. " Così tutti e quattro si, erano travestiti da dervisci e se ne erano andati a spasso per Baghdad. Passando vicino alla casa di Alà ed-Din avevano sentito la musica e avevano desiderato sapere chi fosse l'eccezionale suonatrice.
Trascorsero lietamente, come si è detto, la nottata e al mattino se ne andarono, ma prima di partire il califfo mise cento dinar sotto il tappeto; quindi presero congedo e se ne andarono per la loro strada. Quando Zubaida sollevò il tappeto, trovò i cento dinar e disse ad Alà ed-Din: " Guarda cosa ho trovato sotto il tappeto! Devono averceli messi quei dervisci prima di andarsene. " Alà ed-Din prese i denari e andò al mercato a comperare riso, carne d'agnello, fagioli, melanzane, burro e tutto quanto occorreva per il desinare.
La sera Alà ed-Din accese i lumi e disse alla moglie: " I dervisci non sono venuti a portare i diecimila dinar che avevano promesso; è chiaro che sono povera gente e non hanno di che far fronte alle loro promesse. " Ma, mentre parlava cosi, ecco che i dervisci bussarono alla porta. Alà ed-Din aprì, li introdusse e domandò loro: " Mi avete portato i diecimila dinar? " E quelli risposero: " Ancora non siamo riusciti a procurarceli, però tu non avere alcuna preoccupazione. Domani, con l'aiuto di Allah, sarai servito. Ora di' a tua moglie che ci suoni un po' di musica per rinfrancare i nostri cuori. " E Zubaida intrattenne con il suo liuto i dervisci fino a che spuntò la prima luce dell'alba. Il califfo pose allora cento dinar sotto il tappeto, si congedò da, Alà ed-Din e i quattro dervisci se ne andarono per la loro strada.
Le cose andarono avanti allo stesso modo anche nelle notti successive. E ogni notte il califfo deponeva cento dinar sotto il tappeto. intanto il califfo Harùn ar-Rashìd aveva mandato a chiamare un mercante fra i maggiori della città di Baghdad, e gli aveva detto: -" Voglio cinquanta balle di dabi qi e voglio che ogni balla valga mille dinar. Voglio anche uno schiavo abissino. " Il mercante fece quanto era stato ordinato e il califfo diede allo schiavo un bacile ed una brocca d'oro, cinquanta muli per portare le mercanzie e una lettera che doveva sembrare come se fosse stata scritta da Shams ed-Din, capo dei mercanti del Cairo, al proprio figlio Alà èd-Din. Poi il califfo Harùn ar-Rashìd disse allo schiavo: " Carica tutta questa roba sui muli e recati nella strada dove si trova il.capo dei mercanti e comincia a domandare in giro : < Dove abita il signor Alà ed-Din? > La gente ti indicherà la strada e la casa. " Lo schiavo caricò i muli come gli aveva ordinato- il califfo e andò dove gli aveva ordinato il califfo. Per strada incontrò il capo dei mercanti di Baghdad, il padre di Zubaida, il quale gli' domandò: " Di chi è tutta questa roba? " E lo schiavo rispose: " Tutte queste merci appartengono al signor Alà ed-Din, e gliele manda suo padre, Shams ed-Din, capo dei mercanti del Cairo, il quale ha saputo che suo figlio è stato assalito dai beduini nel deserto e depredato .di ogni suo avere. Su queste mule ci sono carichi di stoffa, per cinquantamila dinar e vesti di gran pregio e un bacile e una brocca d'oro. " Allora il padre di Zubaida disse: " La persona che tu cerchi è mio genero, e io ti indicherò dove abita. "
Intanto, Alà ed-Din se ne stava a casa pieno di afflizione perché quello era il decimo ed ultimo giorno della proroga concessagli dal cadì. Quand'.ecco senti bussare alla porta e si disse in cuor suo: " Allah, sa quello che fa! Certamente questo è un messo del tribunale che viene ad intimarmi il pagamento. " Alà ed-Din andò ad aprire la porta e vide il suocero insieme con uno schiavo abissino a cavallo di un mulo. Lo schiavo smontò ... continua ...

 
 
Arab.it
Storia di Ala ed-Din figlio di Shams ed-Din
8/18
Arab.it

Favole dal Mondo Arabo
 
 
Home | Arte e Cultura | Immigrazione | Islam | Notizie | Cucina | Aziende | Giustizia | Suggerimenti | Note Legali | E - Mail

Arab.it Copyright © A R C O SERVICE 1996-2011. All rights reserved. Tutti i diritti riservati.
E-mail: info@arab.it.